SDG 15 - Vita sulla terra

Basso Aurino

Con il Piano di gestione Basso Aurino, l’Agenzia per la Protezione civile nel 2000 ha avviato per la prima volta in Alto Adige, come prescritto dalla Direttiva europea Acque, un progetto pilota per la redazione di un piano di gestione dell’area del fondovalle del torrente Aurino nel tratto compreso tra Molini di Tures e Brunico.

Basso Aurino
Basso Aurino

Descrizione

Perché?

Nelle aree di fondovalle in Alto Adige aumenta il rischio di alluvione, mentre la strutturazione degli habitat e la biodiversità diminuiscono. Un rilievo del rischio di alluvione e dell’ecologia acquatica del 2000, esteso a tutto il fondovalle della Valle di Tures, ha evidenziato che ampie zone dell’abitato di San Giorgio rischiano di essere inondate per un evento con tempo di ritorno trentennale. La vitalità dei relitti di bosco ripariale ad ontano era fortemente compromessa in quanto essi non venivano più sottoposti a periodi di sommersione nemmeno durante eventi estremi; è stata evidenziata una regressione degli habitat disponibili e una perdita di biodiversità.

Cosa?

Una gestione delle aree fluviali ha come obiettivo la ricerca per ampi tratti di fiume, di soluzioni integrali che assicurino al contempo la protezione contro le piene e la tutela dell’ambiente. Lo scopo è definire, sulla base di un’ampia conoscenza dello stato di fatto, gli obiettivi finalizzati alla protezione dalle inondazioni, al miglioramento dell'ecologia fluviale e dell'utilizzo del terreno circostante, in un processo condiviso da parte di esperti e gruppi di interesse e quindi sviluppare e attuare le misure necessarie al corso d’acqua e al suo territorio. Dopo un intenso processo di pianificazione e di approvazione, è stato formulato il Quadro Guida.

La protezione dalle inondazioni attraverso la realizzazione su terreni agricoli di bacini di ritenzione, misura tecnicamente ottimale, non ha potuto essere attuata a causa della resistenza dei rappresentanti degli agricoltori. 

Attraverso un dialogo costruttivo tra le autorità provinciali, i comuni interessati e i diversi gruppi di interesse, si è riusciti, passo dopo passo, a progredire.

Dal 2003 sono stato attuati 16 grandi progetti di riqualificazione fluviale sotto forma di ampliamento dell’alveo e di strutturazione fluviale su particelle demaniali.

Come?

Le necessità, ma anche gli interessi nei settori della protezione dalle inondazioni, dell'ecologia acquatica e dell'uso del suolo, devono essere riconsiderate e coordinate in modo tale da apportare vantaggi a tutte le parti coinvolte. A tale scopo, per i diversi settori, vengono formulate le soluzioni ottimali e presentate in sintesi al “Gruppo di coordinamento”.

Gli effetti attesi possono essere verificati e valutati da esperti/e, autorità e decisori dei comuni e dei gruppi di interesse.

Attraverso la moderazione professionale dei processi di pianificazione e coordinamento, è possibile prendere decisioni trasparenti e affidabili che portano a soluzioni sostenibili.

Si applicano i seguenti principi:

  • Il suolo pubblico vicino al fiume dovrebbe servire principalmente a trattenere le inondazioni, ad aumentare gli habitat e quindi la diversità delle specie;
  • Dopo accordo con i rappresentanti dell'agricoltura, l'inondazione delle aree agricole nel fondovalle lungo il fiume, al di fuori delle aree abitative, dovrebbe essere resa possibile a partire da eventi con piena trentennale e quindi rendere possibile il loro uso come aree di ritenzione e protezione sostenibile dalle alluvioni. Tale servitù deve essere indennizzata sulla base di criteri trasparenti;
  • Scambi regolari del Gruppo di coordinamento con discussione delle misure attuate in modo che l'esperienza acquisita possa essere incorporata nei progetti futuri.

Vantaggi

Le aree fluviali naturaliformi comportano vantaggi sia per le persone che per la natura: attraverso la gestione dell’area fluviale, le masse d'acqua vengono deviate lontano dalle aree di insediamento e verso le superfici alluvionali.

I fondivalle dell’Alto Adige, sottoposti ad una forte pressione antropica, non possono che beneficiare di questi strumenti di pianificazione sostenibile:

  • Ontaneti vitali sono naturali aree di ritenzione e siti ad altissima biodiversità;
  • Rinnovo e conservazione sostenibile delle acque sotterranee attraverso un’elevata infiltrazione lungo le sezioni fluviali naturaliformi;
  • Tutela ottimale della risorsa idrica rispetto ai cambiamenti climatici, in particolare al ritiro dei ghiacciai;
  • Attrattive aree ricreative naturaliformi lungo il fiume sia per giovani che anziani;
  • Alta identificazione del territorio attraverso paesaggi fluviali naturaliformi;
  • Questo concetto viene applicato già in diversi piani di gestione di aree fluviali e di bacini idrografici (Etsch Dialog, RIENZact).

Numeri, dati, fatti

Si a...

  • Ecologia acquatica
  • Mantenere e migliorare lo
  • stato ecologico acquatico
  • Aumento della biodiversità
  • Valorizzazione del territorio


Si a...

  • Protezione contro le piene
  • La migliore protezione possibile dalle piene
  • per aree residenziali e infrastrutture
  • Riduzione del rischio di alluvioni
  • Area ricreative naturaliformi lungo il fiume

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